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Eccellenze del territorio

Grottaglie borgo di operosi artigiani

Il fine settimana del 25 aprile – occasione che commemora un importante avvenimento storico per l’Italia, come Liberazione del Paese dal Nazifascismo – non è lontano, e la nostra mente è già proiettata verso le mete italiane più interessanti.

Borghi e dintorni non poteva non considerare a tal proposito i piccoli ma suggestivi centri italiani, realtà che custodiscono tesori culturali come le tradizioni, le leggende popolari tramandate oralmente e i siti di grande valore artistico e culturale. Il periodo attuale, purtroppo, ancora non permette di spostarsi per fare le piacevoli gite fuori porta, dato l’isolamento stabilito dall’emergenza Covid 19 che dobbiamo continuare a rispettare per la nostra incolumità. Nonostante ciò, nulla ci impedisce di riflettere sulla bellezza di un’Italia inesplorata e autentica come quella dei borghi, che merita di essere scelta per una gita o per un piacevole weekend.

Se vi trovate in Puglia – terra da qualche anno riconosciuta dalle più autorevoli riviste di turismo come rinomata meta di cultura e di vacanza – non dimenticate, se avete la possibilità, di esplorare il territorio della provincia di Taranto, una distesa pianeggiante di campagna costellata da vigneti coltivati e borghi di sorprendente bellezza. Grottaglie merita una giornata tutta dedicata a lei: si tratta di una località famosa per la raffinata produzione di ceramica e per il centro storico ricco di vicoli suggestivi e pregevoli chiese da scoprire.

Un borgo che racchiude, nel suo nome, una storia affascinante

Stando alle notizie delle più autorevoli fonti storiche, pare che Grottaglie abbia origine da un agglomerato di grotte, abitate da persone dedite all’agricoltura. Coscienti di avere in comune la stessa dedizione per il territorio e di vivere dei frutti della terra, le famiglie del posto si unirono in una comunità sempre più compatta e unitaria, fino a formare un centro abitato con un’identità culturale ben precisa.

Uno scorcio del Quartiere delle Ceramiche, fulcro della vita artistica a Grottaglie

Le stesse grotte da cui ebbe origine la città di Grottaglie, si possono riscontrare nella conformazione rocciosa del quartiere delle ceramiche – dove hanno sede le più storiche botteghe artigiane della ceramica – segno che ancora oggi si possono apprezzare scorci rimasti intatti nel loro primitivo assetto urbanistico, capace di resistere alle trasformazioni della modernità. Un’ambientazione così suggestiva regala al visitatore la sensazione di ripercorrere i passi delle antiche civiltà che hanno abitato questa affascinante porzione del territorio pugliese.

Il centro storico, un concentrato di arte sacra

Grottaglie è una località estesa e ben fornita di servizi – sanitari, turistici e culturali – che racchiude un centro storico degno di scoperta. Nei suoi vicoli lo sguardo si perde nella bellezza delle stradine fiancheggiate da antiche abitazioni e nei percorsi che rendono alquanto movimentata la camminata, per l’alternarsi di salite e discese. Un contesto del genere permette di apprezzare un antico concetto di centro urbano.

La basilica più antica di Grottaglie – l’imponente Chiesa Madre – domina nel cuore del centro storico

La piazza Regina Margherita, occupante la parte più bassa della città, rappresenta la scena sociale di Grottaglie, movimentata dal passeggio dei turisti e dei giovani che ne fanno una cornice della movida notturna. Durante il giorno è possibile esplorare questa zona con un occhio più attento alle attrazioni artistiche, come la Chiesa Madre. La sua facciata domina la piazza con la sua bellezza tardo romanica, caratterizzata da un rosone posto al centro di un immaginario triangolo, delimitato da tre bassorilievi raffiguranti Cristo in Trono, la Vergine e l’Arcangelo Gabriele. Si invita ad osservare l’edificio sacro con occhio analitico, per scorgere raffinati dettagli, come la cornice scolpita con motivi vegetali che delimita il contorno del finestrone centrale. Simili elementi decorativi si possono apprezzare nel protiro – il tempietto che racchiude il portone principale della chiesa – sostenuto da due colonne poggianti su due buoi.

Vale la pena addentrarsi nell’edificio sacro per ammirare opere di grande profilo scultoreo – come l’alto rilievo dell’Annunciazione – e pittorico come il dipinto della Madonna del Rosario, capolavoro del pittore salernitano De Matteis, custodito nella cappella dedicata a San Ciro, santo patrono di Grottaglie.

Il presepe di pietra è un capolavoro conservato nella Chiesa del Carmine

Un altro baluardo dell’arte sacra a Grottaglie è rappresentato dalla Chiesa del Carmine: anch’essa è situata nel nucleo storico del comune tarantino e prende il nome dalla tela della Madonna del Rosario che – all’interno della chiesa – attira subito l’attenzione dei fedeli. La sua facciata esterna presenta un impianto architettonico rinascimentale – in linea con il periodo di costruzione – ed è impreziosita da due statue poste ai lati del portone. Il suo spazio è suddiviso in tre navate e – come molte basiliche – offre al fedele la possibilità di ammirare sontuose cappelle. Fra queste, degna di nota è la Cappella di San Michele Arcangelo che custodisce il presepe di Stefano da Putignano, scultore pugliese vissuto nel XVI e grande interprete della natività. Quest’opera dimostra come la roccia calcarea abbia permesso allo scultore di ricavare una scena di grande impatto spirituale – come la nascita del Messia – e l’inestimabile valore artigianale che rappresenta.

Castello di Grottaglie prezioso presidio culturale

Non si può lasciare Grottaglie senza aver fatto tappa al Castello Episcopio, fulcro della vita artistica cittadina. Come molte fortezze e castelli, anche questo imponente presidio culturale è avvolto da una bellezza misteriosa, data la sua antichità che affonda le origini nella notte dei tempi. Il Castello Episcopio – la cui edificazione si attesta alla fine del XIV secolo – coniuga l’inconfondibile stile architettonico romanico, scandito su sagome geometriche e massicce, a uno stile più raffinato e ornamentale tipico del Settecento, riscontrabile sulla facciata e all’interno della struttura. Al piano terra, il Castello accoglie i visitatori con uno sportello informativo, dove è possibile raccogliere ulteriori informazioni sul presidio storico e sugli eventi ed iniziative a carattere culturale. Gli ambienti interni del castello vengono periodicamente aperti al pubblico in occasione della mostra della ceramica – che si tiene ad agosto – e della mostra dei presepi, che accoglie le più interessanti creazioni artigiane durante il periodo di Natale, fra dicembre e gennaio.

Il Castello Episcopio visto da Via Crispi, arteria del Quartiere delle Ceramiche

Nell’area sud orientale del castello, si apre ai visitatori il suggestivo Museo della Ceramica, un’ambientazione dove regnano il silenzio e le opere d’arte frutto di eccellente maestría artigianale. Il museo è suddiviso in aree tematiche: si va dai reperti archeologici – testimonianze delle antiche civiltà che hanno popolato il territorio di Taranto e di Grottaglie – ai manufatti in pregiata maiolica fino ai presepi, sezione in cui la natività viene interpretata nelle più disparate maniere, dalla più tradizionale alla più concettuale e moderna.

Artigianato grottagliese tra forme, colori e superstizione

Uscendo dal Castello Episcopio si attraversa un arco che permette di accedere al quartiere delle ceramiche: siamo nel cuore della vita artigianale di Grottaglie, scandita da numerose botteghe di artigiani che fieramente portano avanti la nobile lavorazione della ceramica. Un prodotto che si ottiene dall’argilla più pregiata e che si presta ad essere modellata dall’artigiano, un artista che riesce a dare espressione alla creatività con manufatti che uniscono scenografia autentica, tradizione secolare e funzionalità. Tra i prodotti in ceramica più rappresentativi della produzione artigianale grottagliese, non si possono non citare i ‘capasoni’: il loro nome deriva dalla loro caratteristica di essere capaci, ovvero capienti, in grado di contenere il vino come era di uso fare in molte famiglie grottagliesi. Si tratta di anfore dal caratteristico color miele, oggi apprezzate dagli amanti dell’arte povera o da chi sceglie di arricchire la propria casa con un oggetto dal fascino autentico. I capasoni appartengono alla produzione di ceramica rustica, un tempo destinata a una committenza contadina.

Il capasone – antico contenitore del vino – rappresenta la produzione rustica in ceramica

Un’altra categoria di manufatti – prodotti sempre rigorosamente in ceramica – viene definita ‘Bianchi di Grottaglie’ ed è l’espressione più raffinata della produzione grottagliese. Questi oggetti sono caratterizzati da uno stile elegante, dall’esaltazione dei volumi e del design e da un caratteristica superficie bianca smaltata. A partire dal Seicento, quando nacque questa realtà manifatturiera parallela a quella di produzione rustica, i Bianchi di Grottaglie sono sempre stati destinati a un’utenza più benestante, estimatrice di prodotti eleganti e raffinati.

A questa tipologia di manufatti appartengono i ‘pumi’: la loro forma – come suggerisce il nome – ricorda quella di un frutto avvolto dalle foglie. Vengono tradizionalmente usati per decorare i balconi del centro storico e – secondo una leggenda del luogo – avrebbero la particolare capacità di scacciare il male e la sfortuna dalla famiglia che lo possiede. Segno che la superstizione popolare è in grado di raccontare la magia e la bellezza artistica dei prodotti locali.

Il Pumo è un manufatto tipico, espressione di raffinata scuola artigianale

Dunque anche il fine settimana del 25 aprile – molto probabilmente – saremo costretti a rimanere a casa, comportamento che bisogna rispettare se si vuole uscire quanto prima dal tunnel della quarantena e da una quotidianità di isolamento. Nel frattempo spero di avervi incuriositi con il racconto di Grottaglie e dei suoi maggiori punti di interesse, augurandomi che presto possiate anche voi visitare questo piccolo autentico gioiello pugliese.

Il fine settimana del 25 aprile – occasione che commemora un importante avvenimento storico per l’Italia, come Liberazione del Paese dal Nazifascismo – non è lontano, e la nostra mente è già proiettata verso le mete italiane più interessanti.

Borghi e dintorni non poteva non considerare a tal proposito i piccoli ma suggestivi centri italiani, realtà che custodiscono tesori culturali come le tradizioni, le leggende popolari tramandate oralmente e i siti di grande valore artistico e culturale. Il periodo attuale, purtroppo, ancora non permette di spostarsi per fare le piacevoli gite fuori porta, dato l’isolamento stabilito dall’emergenza Covid 19 che dobbiamo continuare a rispettare per la nostra incolumità. Nonostante ciò, nulla ci impedisce di riflettere sulla bellezza di un’Italia inesplorata e autentica come quella dei borghi, che merita di essere scelta per una gita o per un piacevole weekend.

Se vi trovate in Puglia – terra da qualche anno riconosciuta dalle più autorevoli riviste di turismo come rinomata meta di cultura e di vacanza – non dimenticate, se avete la possibilità, di esplorare il territorio della provincia di Taranto, una distesa pianeggiante di campagna costellata da vigneti coltivati e borghi di sorprendente bellezza. Grottaglie merita una giornata tutta dedicata a lei: si tratta di una località famosa per la raffinata produzione di ceramica e per il centro storico ricco di vicoli suggestivi e pregevoli chiese da scoprire.

Un borgo che racchiude, nel suo nome, una storia affascinante

Stando alle notizie delle più autorevoli fonti storiche, pare che Grottaglie abbia origine da un agglomerato di grotte, abitate da persone dedite all’agricoltura. Coscienti di avere in comune la stessa dedizione per il territorio e di vivere dei frutti della terra, le famiglie del posto si unirono in una comunità sempre più compatta e unitaria, fino a formare un centro abitato con un’identità culturale ben precisa.

Uno scorcio del Quartiere delle Ceramiche, fulcro della vita artistica a Grottaglie

Le stesse grotte da cui ebbe origine la città di Grottaglie, si possono riscontrare nella conformazione rocciosa del quartiere delle ceramiche – dove hanno sede le più storiche botteghe artigiane della ceramica – segno che ancora oggi si possono apprezzare scorci rimasti intatti nel loro primitivo assetto urbanistico, capace di resistere alle trasformazioni della modernità. Un’ambientazione così suggestiva regala al visitatore la sensazione di ripercorrere i passi delle antiche civiltà che hanno abitato questa affascinante porzione del territorio pugliese.

Il centro storico, un concentrato di arte sacra

Grottaglie è una località estesa e ben fornita di servizi – sanitari, turistici e culturali – che racchiude un centro storico degno di scoperta. Nei suoi vicoli lo sguardo si perde nella bellezza delle stradine fiancheggiate da antiche abitazioni e nei percorsi che rendono alquanto movimentata la camminata, per l’alternarsi di salite e discese. Un contesto del genere permette di apprezzare un antico concetto di centro urbano.

La basilica più antica di Grottaglie – l’imponente Chiesa Madre – domina nel cuore del centro storico

La piazza Regina Margherita, occupante la parte più bassa della città, rappresenta la scena sociale di Grottaglie, movimentata dal passeggio dei turisti e dei giovani che ne fanno una cornice della movida notturna. Durante il giorno è possibile esplorare questa zona con un occhio più attento alle attrazioni artistiche, come la Chiesa Madre. La sua facciata domina la piazza con la sua bellezza tardo romanica, caratterizzata da un rosone posto al centro di un immaginario triangolo, delimitato da tre bassorilievi raffiguranti Cristo in Trono, la Vergine e l’Arcangelo Gabriele. Si invita ad osservare l’edificio sacro con occhio analitico, per scorgere raffinati dettagli, come la cornice scolpita con motivi vegetali che delimita il contorno del finestrone centrale. Simili elementi decorativi si possono apprezzare nel protiro – il tempietto che racchiude il portone principale della chiesa – sostenuto da due colonne poggianti su due buoi.

Vale la pena addentrarsi nell’edificio sacro per ammirare opere di grande profilo scultoreo – come l’alto rilievo dell’Annunciazione – e pittorico come il dipinto della Madonna del Rosario, capolavoro del pittore salernitano De Matteis, custodito nella cappella dedicata a San Ciro, santo patrono di Grottaglie.

Il presepe di pietra è un capolavoro conservato nella Chiesa del Carmine

Un altro baluardo dell’arte sacra a Grottaglie è rappresentato dalla Chiesa del Carmine: anch’essa è situata nel nucleo storico del comune tarantino e prende il nome dalla tela della Madonna del Rosario che – all’interno della chiesa – attira subito l’attenzione dei fedeli. La sua facciata esterna presenta un impianto architettonico rinascimentale – in linea con il periodo di costruzione – ed è impreziosita da due statue poste ai lati del portone. Il suo spazio è suddiviso in tre navate e – come molte basiliche – offre al fedele la possibilità di ammirare sontuose cappelle. Fra queste, degna di nota è la Cappella di San Michele Arcangelo che custodisce il presepe di Stefano da Putignano, scultore pugliese vissuto nel XVI e grande interprete della natività. Quest’opera dimostra come la roccia calcarea abbia permesso allo scultore di ricavare una scena di grande impatto spirituale – come la nascita del Messia – e l’inestimabile valore artigianale che rappresenta.

Castello di Grottaglie prezioso presidio culturale

Non si può lasciare Grottaglie senza aver fatto tappa al Castello Episcopio, fulcro della vita artistica cittadina. Come molte fortezze e castelli, anche questo imponente presidio culturale è avvolto da una bellezza misteriosa, data la sua antichità che affonda le origini nella notte dei tempi. Il Castello Episcopio – la cui edificazione si attesta alla fine del XIV secolo – coniuga l’inconfondibile stile architettonico romanico, scandito su sagome geometriche e massicce, a uno stile più raffinato e ornamentale tipico del Settecento, riscontrabile sulla facciata e all’interno della struttura. Al piano terra, il Castello accoglie i visitatori con uno sportello informativo, dove è possibile raccogliere ulteriori informazioni sul presidio storico e sugli eventi ed iniziative a carattere culturale. Gli ambienti interni del castello vengono periodicamente aperti al pubblico in occasione della mostra della ceramica – che si tiene ad agosto – e della mostra dei presepi, che accoglie le più interessanti creazioni artigiane durante il periodo di Natale, fra dicembre e gennaio.

Il Castello Episcopio visto da Via Crispi, arteria del Quartiere delle Ceramiche

Nell’area sud orientale del castello, si apre ai visitatori il suggestivo Museo della Ceramica, un’ambientazione dove regnano il silenzio e le opere d’arte frutto di eccellente maestría artigianale. Il museo è suddiviso in aree tematiche: si va dai reperti archeologici – testimonianze delle antiche civiltà che hanno popolato il territorio di Taranto e di Grottaglie – ai manufatti in pregiata maiolica fino ai presepi, sezione in cui la natività viene interpretata nelle più disparate maniere, dalla più tradizionale alla più concettuale e moderna.

Artigianato grottagliese tra forme, colori e superstizione

Uscendo dal Castello Episcopio si attraversa un arco che permette di accedere al quartiere delle ceramiche: siamo nel cuore della vita artigianale di Grottaglie, scandita da numerose botteghe di artigiani che fieramente portano avanti la nobile lavorazione della ceramica. Un prodotto che si ottiene dall’argilla più pregiata e che si presta ad essere modellata dall’artigiano, un artista che riesce a dare espressione alla creatività con manufatti che uniscono scenografia autentica, tradizione secolare e funzionalità. Tra i prodotti in ceramica più rappresentativi della produzione artigianale grottagliese, non si possono non citare i ‘capasoni’: il loro nome deriva dalla loro caratteristica di essere capaci, ovvero capienti, in grado di contenere il vino come era di uso fare in molte famiglie grottagliesi. Si tratta di anfore dal caratteristico color miele, oggi apprezzate dagli amanti dell’arte povera o da chi sceglie di arricchire la propria casa con un oggetto dal fascino autentico. I capasoni appartengono alla produzione di ceramica rustica, un tempo destinata a una committenza contadina.

Il capasone – antico contenitore del vino – rappresenta la produzione rustica in ceramica

Un’altra categoria di manufatti – prodotti sempre rigorosamente in ceramica – viene definita ‘Bianchi di Grottaglie’ ed è l’espressione più raffinata della produzione grottagliese. Questi oggetti sono caratterizzati da uno stile elegante, dall’esaltazione dei volumi e del design e da un caratteristica superficie bianca smaltata. A partire dal Seicento, quando nacque questa realtà manifatturiera parallela a quella di produzione rustica, i Bianchi di Grottaglie sono sempre stati destinati a un’utenza più benestante, estimatrice di prodotti eleganti e raffinati.

A questa tipologia di manufatti appartengono i ‘pumi’: la loro forma – come suggerisce il nome – ricorda quella di un frutto avvolto dalle foglie. Vengono tradizionalmente usati per decorare i balconi del centro storico e – secondo una leggenda del luogo – avrebbero la particolare capacità di scacciare il male e la sfortuna dalla famiglia che lo possiede. Segno che la superstizione popolare è in grado di raccontare la magia e la bellezza artistica dei prodotti locali.

Il Pumo è un manufatto tipico, espressione di raffinata scuola artigianale

Dunque anche il fine settimana del 25 aprile – molto probabilmente – saremo costretti a rimanere a casa, comportamento che bisogna rispettare se si vuole uscire quanto prima dal tunnel della quarantena e da una quotidianità di isolamento. Nel frattempo spero di avervi incuriositi con il racconto di Grottaglie e dei suoi maggiori punti di interesse, augurandomi che presto possiate anche voi visitare questo piccolo autentico gioiello pugliese.

8 risposte su “Grottaglie borgo di operosi artigiani”

Visitare i piccoli borghi è un’esperienza per ritornare alle tradizioni . Queste ceramiche così belle che adesso abbiamo in casa nascono dall’esigenze di vita di allora.
Come dici tu speriamo di poter viaggiare ancora. Ciao

Ho vissuto tre anni in Puglia, a Taranto. Ormai sono passati più di dieci anni da quegli anni e quasi mi ero dimenticata di quella giornata a Grottaglie dove mia madre si sarebbe svaligiata ogni negozio di ceramiche con i galli ed i colori tipici.

La Puglia è magnifica e ammettiamo di essere di parte, un po’ di sangue pugliese lo abbiamo! Non siamo mai state da queste parti ma appena si potrà riprendere a viaggiare percorreremo lo stivale per andare a visitare anche Grottaglie e vedere da vicino le ceramiche.

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