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Al Shoshin il buon pesce incontra la cultura gastronomica giapponese

La Valle d’Itria rapisce il cuore dei visitatori per le sue verdi colline ed i suoi inconfondibili trulli. Ma anche per molte realtà gastronomiche. Un ristorante a Martina Franca unisce il buon pesce alla cultura gastronomica giapponese. Scopriamolo.

Chi ha detto che per apprezzare il fascino dei borghi italiani, bisogna necessariamente puntare alla ricerca della gastronomia locale? Sicuramente è un assunto di fondo che non può essere smentito, anch’io trovo giusto cimentare il proprio palato in esperienze culinarie quanto più vicine alla realtà che si visita. Ma non è sempre così.

Sono ritornato a Martina Franca, borgo della Puglia centrale in provincia di Taranto, dove per la cena ho scelto di optare per una formula di ristorazione ormai abbastanza internazionale. Si tratta del sushi restaurant. Un tempo sarei stato un trend setter se avessi parlato di una proposta culinaria del genere, oggi invece è una scelta piuttosto diffusa tra i gastronauti ed è sempre più apprezzata. La cultura zen è riuscita a guadagnarsi un posto al sole tra le abitudini degli italiani, che hanno imparato a concentrarsi sull’essenza dei sapori più freschi.

Una simile esperienza ho avuto modo di provarla nel ristorante Shoshin di Martina Franca. Il locale è situato nella zona centrale di questo borgo a vocazione turistica della Puglia, noto per i suoi trulli e per sua vicinanza con Alberobello, città patrimonio UNESCO.

La location, un trionfo di modernità ed eleganza minimal

Non appena si entra al Shoshin si può apprezzare un’estetica all’avanguardia e sofisticata. Predominano le sfumature dell’oro che entrano in contrasto con il nero, il design è minimalista in pieno accordo con lo stile giapponese e gli spazi sono ampi. Tra i fattori che concorrono a determinare la qualità di un locale non può mancare la spaziosità, che permette di regalare un’esperienza conviviale all’insegna della comodità e del piacere di stare insieme con gli amici. Nel Shoshin ho rincontrato questo pregio.

Minimalismo e dettagli metropolitani caratterizzano gli interni del Shoshin

Anche il personale mi ha piacevolmente sorpreso per la velocità del servizio. Composto da personale giovane e dinamico, lo staff era in linea con la ferrea disciplina giapponese. Poche parole con il cliente, se non per lo stretto necessario, e tanta operatività.

Tra i dettagli che ho avuto modo di notare nell’ambientazione del ristorante, delle piastrelle rettangolari smaltate di colore nero. Molto simili a quelle che rivestono i corridoi delle metropolitane, segno di come il sushi sia un culto gastronomico di portata internazionale e in grado di farsi ormai apprezzare da tutti, senza discrimine di età.

Puntare all’essenza dei sapori, una missione per Shoshin

Dal momento dell’ordinazione a quello dell’arrivo delle portate, sono passati davvero pochi minuti, un aspetto che conferma la velocità del servizio. Il riso con salmone e sesamo, che ho scelto come pietanza principale, mi ha sorpreso per la purezza di gusto del riso bianco, di ottima consistenza e delicato, e del salmone dal tipico colore arancio vivo, sinonimo di estrema freschezza del prodotto. Ho scommesso su questo piatto proprio per la caratteristica di avere pochi ma sublimi prodotti di qualità.

In Puglia l’abbinamento del riso con il pesce è un vero leitmotiv della cucina regionale, basti pensare alla celebre riso patate e cozze, al risotto alla pescatora dove si apprezza il gusto dei più buoni molluschi locali. Anche la pasta – soprattutto gli spaghetti e le linguine – incontra la bontà dei prodotti ittici, come negli spaghetti con i ricci e nelle linguine alle vongole o alle cozze. Nonostante questa ricchezza gastronomica di cui gode la mia regione, posso ammettere che mangiare il sushi è tutta un’altra esperienza, perché è un repertorio che mira ad esprimere tutta la freschezza del pesce.

Il nome specifico di questa specialità semplice quanto gustosa è Chirashi

Dell’offerta culinaria targata Shoshin si può apprezzare l’insalata Wakame, che costituisce un contorno a base di alghe. Molto buoni anche gli Uramaki e gli Hossomaki, apprezzabili nella loro assortita varietà di gusti. Fra questi rolls ho trovato particolarmente interessanti gli Uramaki Onion Rolls, un gustoso contrasto fra la purezza del riso, il sapore deciso del tonno cotto e della cipolla fritta. Molto buoni anche i Nigiri, la specialità che prevede una fetta di pesce che ricopre una pallina di riso: fra questi ho trovato speciale quello con il salmone ed il branzino. Il tutto è stato servito nella caratteristica barca di legno, emblema della presentazione del cibo nel ristorante giapponese.

Dimenticavo di dire che al Shoshin è possibile scegliere tra una vasta gamma di pietanze, che possono essere ordinate sia singolarmente che nella conveniente formula dell’ All You Can Eat. Io ho scelto di optare su quest’ultima e posso dire di aver trovato un ottimo rapporto fra la qualità ed il prezzo, pari alla somma di 21 euro a persona.

La Valle d’Itria, territorio in cui si colloca Martina Franca, è una realtà ricca di risorse da scoprire, da quelle paesaggistiche a quelle gastronomiche. Fra queste posso dire che non può mancare una visita al Shoshin, un locale dove poter apprezzare della buona cucina a base del pesce più fresco, interpretata secondo i canoni della gastronomia giapponese.

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