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Il 6 dicembre e il culto di San Nicola, icona di generosità.

La festa di San Nicola apre le porte al periodo del Natale. Occasione di manifestazioni e folklore, vediamo come i borghi italiani accolgono questa festa.

Santa claus

Borghi da fotografare e da raccontare, ma anche culti religiosi che diventano motivo di attrazione in alcune località turistiche, tra i temi trattati su Borghi e dintorni. Oggi, 6 dicembre, ricorrono i festeggiamenti di San Nicola: un personaggio del panorama religioso cattolico dalla storia molto interessante.

Vediamo più da vicino gli aspetti legati a questo santo, i cui festeggiamenti più solenni si tengono a Bari. Non mancano interessanti celebrazioni anche in altre regioni italiane: il comune denominatore è il rinnovarsi di una tradizione, che si basa su momenti di spiritualità e coreografie uniche al mondo.

La dedizione al prossimo come missione di vita

La nascita di Nicola si attesta tra il 260 e il 280 d. C. a Patara, una provincia dell’Impero Ottomano. Diventato ragazzo lasciò la sua città natale per trasferirsi nella città di Myra, nell’odierna Turchia, dove visse fino alla sua morte. Quì predicò la sua missione religiosa dapprima come sacerdote, e poi come vescovo.

Le fonti più attendibili attribuiscono a San Nicola la nascita in una famiglia molto benestante, dalla quale ereditò un cospicuo patrimonio che non esitò a dare in beneficenza in favore dei più bisognosi. La leggenda vuole che il santo di Myra distribuiva le sue ricchezze alle famiglie più povere, calandole attraverso il camino delle loro case.

Protettore dei più deboli ma anche dei più giovani

Il culto di San Nicola non conosce limiti geografici, data la sua popolarità presso i popoli con credo cattolico e ortodosso, un successo che gli deriva dalla sua personalità amorevole e caritatevole. In tutto il mondo, infatti, è noto per essere il protettore dei più deboli e delle giovani donne e uomini. Due aneddoti in particolare confermano la straordinaria umanità del Santo patrono di Bari.

Tra le opere di bene compiute da San Nicola, l’offerta di una mela a tre bambini molto poveri, che non potevano permettersi di mangiare. La leggenda vuole che i frutti donati, in possesso dei piccoli destinatari, divenissero preziosi come pepite d’oro. Grazie a quelle mele i bambini e le loro famiglie poterono sopravvivere.

Un altro aneddoto molto interessante narra che il santo abbia salvato tre fanciulle da una situazione di povertà e degrado. Il loro padre, un uomo caduto in una rovinosa situazione economica, non potendo pagare il matrimonio delle figlie decise di avviarle alla prostituzione. Nicola impedì che le ragazze si prostituissero, destinando alla famiglia tre sacchi di monete d’oro senza palesarsi come benefattore.

San Nicola e il Natale, un legame profondo da duecento anni

Santa Claus

Questa festa apre ufficialmente il periodo del Natale, per due motivi: uno è di calendario, infatti la data cade a ridosso della festa dell’Immacolata e di tutte quelle che seguono, e l’altro motivo è l’associazione del santo a Babbo Natale. Nell’immaginario comune, sin dai primi dell’Ottocento, il vescovo turco è stato associato a un uomo barbuto dal carattere molto generoso, protagonista di una poesia dello scrittore americano Clément Clark Moore. Questo componimento divenne famoso per aver costruito un’aura di magia attorno all’anziano uomo, conosciuto da tutti come Santa Claus, nella cultura anglosassone e statunitense, e come Babbo Natale in Italia.

 

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